Musica elettronica, soundscape e iconografia sacra

Catalogo ‘Pascha, la passione nel linguaggio visuale tra sacro—profano’
Accademia Belle Arti / Conservatorio Vincenzo Bellini
Aprile 2016, Paternò (CT)

Testo completo

Ancora oggi, in tempi ormai distanti dal sistema delle committenze ecclesiastiche, la musica contemporanea continua ad arricchire il repertorio sacro, ora assumendo tratti antropologici, ora etici e filosofici, ora mistici e rituali, ma sempre conservando l’antico anelito ad una dimensione interiore così intrinseca alla suggestione spirituale e intangibile che il suono può riuscire a trasmettere.
La musica elettronica, con le connotazioni laiciste che la legano alla ricerca scientifica e al progresso tecnologico, in questo contesto sembrerebbe collocarsi in una posizione particolare, di difficile conciliazione. Soggetta ad un’evoluzione rapidissima, lungo un percorso storico di appena un secolo, non ha mai rivolto, all’interno della pur estesa gamma di generi che ha prodotto, un’attenzione specifica alla tradizione musicale sacra e all’espressione del sentimento religioso.
Ad una riflessione più attenta, tuttavia, il senso di una spiritualità intima e arcana ciclicamente riaffiora. Da Schaeffer, e dai legami della musique concrète con il simbolismo francese – si pensi all’animismo sciamanico di un Orphée 53 – alla fascinazione per lo Zen di autori quali Stockhausen e Cage, a opere intrise di misticismo come Weltethos di Jonathan Harvey, fino alle rivisitazioni della mitologia greca in autori come Nono e Sciarrino.
E riaffiora come categoria universale, in cui si delinea un’iconografia sonora caratterizzata dalla dilatazione dei tempi, dalle ampie riverberazioni, dai richiami più o meno diretti ai timbri dell’organologia antica, da una drammaturgia capace di ricreare attraverso un soundscape allegorico lo stesso sentimento di trascendenza proprio del patrimonio musicale sacro.
Nel progetto di sonorizzazione curato dalla classe di Musica elettronica dell’ISSM Vincenzo Bellini la problematica della resa di un’atmosfera emotiva congruente all’evento devozionale che ospita le opere è stata considerata prioritaria e affrontata da prospettive differenti. In primis, mediante l’individuazione di un insieme di archetipi sonori, identificabili come formule di condensazione di quell’impronta di solennità e gravità tipica della musica liturgica. E, successivamente, prendendo in esame una varietà di espressioni stilistiche compatibili, in grado di rispecchiare la vivacità e la tavolozza estesissima dei colori e delle forme del suono elettronico, dalle sue determinazioni più accademiche sino alle sue controculture underground.
Le soluzioni adottate seguono, da un canto, l’approccio della rielaborazione di lavori compositivi del repertorio classico, d’altro canto ricorrono alle tecniche e ai principi più tipici del sound design, con i suoi metodi di serializzazione, di ricodifica, di détournement applicati a materiali tematici preesistenti.
Le composizioni traggono spunto dalla Via Crucis di Franz Liszt, per mezzosoprano, baritono, coro e organo, opera enigmatica e visionaria appartenente all’ultimo periodo della produzione del compositore e contraddistinta da una scrittura estremamente ardita e sperimentale. Ne rielaborano sia la struttura armonica e melodica che l’impianto formale, producendo un corpus di lavori dai tratti cangianti e variegati, con brani che spaziano dall’Ambient al Dubstep, dal Noise alla Drone music. Con una timbrica risintetizzata, articolata tra trame tessiturali, graffianti e lacerate, e agglomerati impulsivi e ritmicamente coesi.
L’installazione interattiva site specific, programmata per la sonorizzazione dell’ultima stazione della Via Crucis, presso il Castello normanno, presenta un allestimento essenziale, composto da due sensori video che rilevano i movimenti del visitatore traducendoli in eventi sonori. Lo strumento musicale si trasferisce qui dalla sua usuale dimensione fisica e oggettuale ad una gestualità pura, priva di corporeità e così rievocante l’installazione compresente in sala dedicata all’ascensione del Cristo risorto.