{"id":531,"date":"2021-06-05T16:25:10","date_gmt":"2021-06-05T14:25:10","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/renatomessina\/?post_type=portfolio&#038;p=531"},"modified":"2021-06-13T16:28:35","modified_gmt":"2021-06-13T14:28:35","slug":"r-2007-duo-meloni-carusi-brahms-weber-poulenc","status":"publish","type":"portfolio","link":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/portfolio-articoli\/r-2007-duo-meloni-carusi-brahms-weber-poulenc\/","title":{"rendered":"2007 | Duo Meloni Carusi: Brahms, Weber, Poulenc | Note di sala Associazione Musicale Etnea"},"content":{"rendered":"<section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><h3>Duo Meloni Carusi: Brahms, Weber, Poulenc<\/h3>\n<p>Nota di sala per l&#8217;Associazione Musicale Etnea<br \/>\nCatania, Palazzo Biscari, 2007<\/p>\n<div   class='hr hr-default   avia-builder-el-1  avia-builder-el-no-sibling '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'><\/span><\/span><\/div>\n<p><em>Testo completo<\/em><\/p>\n<h6>Due anniversari, il 250\u00b0 della morte di Domenico Scarlatti e il 110\u00b0 della morte di Johannes Brahms. Un accostamento fondamentale per ripercorrere l\u2019intero arco evolutivo della forma sonata e riflettere sulla naturalezza con cui i tratti dell\u2019opera scarlattiana riaffiorano nei secoli, in modo variegato e nella loro ricchezza di contenuti. Dal primo Romanticismo, al Classicismo brahmsiano, fino al Neoclassicismo novecentesco, essi riemergono significativamente all\u2019interno della produzione cameristica per clarinetto e pianoforte, in cui gaiezza ritmica e piglio melodico si alternano alla pi\u00f9 suadente e distesa liricit\u00e0.<br \/>\nAlle soglie del sonatismo moderno, il clavicembalismo scarlattiano, sviluppatosi prevalentemente fra Lisbona e Madrid, presso corti periferiche rispetto ai maggiori centri europei, si colloca in una fase storica considerata transitoria, tra barocco e classicismo viennese, caratterizzata dal sorgere di uno stile strumentale nuovo in cui si afferma il primato dell\u2019omofonia sul contrappunto. In un\u2019epoca in cui i generi pi\u00f9 illustri restano l\u2019opera seria e la musica vocale sacra, l\u2019opera scarlattiana per tastiera, rivalutata dall\u2019estetica romantica della musica assoluta, esprime una straordinaria importanza per lo sviluppo della tecnica esecutiva e per l\u2019attenzione rivolta con la sonata bipartita ai procedimenti di trasformazione tematica e ai rapporti di tensione tra le relazioni tonali. Le sonate K 1, 13 e 20 appartengono ai 30 Essercizi per gravicembalo, le uniche sonate pubblicate, a Londra nel 1738, dallo stesso Scarlatti. Secondo la divisione in periodi proposta da Kirkpatrick, la sonata K 109 appartiene al periodo di mezzo. Le ultime 102 sonate appaiono invece in un manoscritto datato 1756, anno precedente alla morte. Prossima a queste \u00e8 probabilmente la sonata K 450, immaginifica e di grande espressivit\u00e0.<br \/>\nBrahms collezion\u00f2 fin da giovane le sonate di Scarlatti; la sua raccolta comprendeva la collezione dell\u2019abate Fortunato Santini, una copia delle duecento sonate edite da Czerny, e una copia, ancor pi\u00f9 rara, degli Essercizi per gravicembalo, acquistata probabilmente nel 1856, a soli 23 anni. L\u2019inserimento caratteristico di intervalli di sesta nella linea melodica, l\u2019uso dei bassi ribattuti, lo spostamento d\u2019accenti, i passaggi in terze e seste, la sensibilit\u00e0 per l\u2019elemento coloristico e popolare sono alcuni dei tratti comuni che legano il pianismo brahmsiano a Scarlatti, riscontrabili, ad esempio, in sonate come la K 462 in Fa minore o la K 450 in Sol minore.<br \/>\nL\u2019attenzione rivolta da Brahms al clarinetto come strumento solista risale al periodo conclusivo della sua vita, e all\u2019amicizia con il virtuoso Richard M\u00fchlfield. Durante l\u2019estate del 1894 Brahms scrive le due sonate dell\u2019opera 120, che saranno pubblicate anche in una trascrizione per viola. La seconda sonata, in Mi bemolle maggiore, si apre con un Allegro amabile in 4\/4. Il primo movimento \u00e8 composto da tre temi principali e da sei idee secondarie. Nell\u2019esposizione sono presentati i tre temi principali e le prime tre idee secondarie. Allo sviluppo, basato sulle altre tre idee secondarie, segue la ripresa e una coda finale sul primo tema. Il secondo movimento, Allegro appassionato, in Mi bemolle minore, in 3\/4, \u00e8 il brano pi\u00f9 vigoroso delle due sonate. Costruito in forma di scherzo, presenta un primo episodio incentrato su un tema principale e quattro idee secondarie, un trio, Sostenuto, formato da un solo tema ripreso quattro volte, e un da capo finale. Il terzo movimento, Andante con moto &#8211; Allegro, nuovamente in Mi bemolle maggiore, in 6\/8, \u00e8 un tema con variazioni. Un tema dal disegno sinuoso \u00e8 ornamentato perfettamente dal clarinetto nelle prime quattro variazioni. Nella quinta ed ultima variazione il tema \u00e8 presentato in Mi bemolle minore, in 2\/4, leggermente variato ed esposto prima in Allegro, poi in un episodio Pi\u00f9 tranquillo, per concludere, dopo una cadenza, su una coda.<br \/>\nCapostipite dell\u2019opera tedesca, anche Carl Maria von Weber risulta ricollegabile nel programma ad una visione stilistica d\u2019insieme. Ad esempio tramite una riflessione sull\u2019influsso esercitato dall\u2019opera francese e in particolare da Cherubini sull\u2019opera romantica tedesca. Plausibile trait d\u2019union, avvalorato dalla pubblicazione da parte di Cherubini, a Parigi nel 1820, dei Duetti da Camera di Francesco Durante; i cui manoscritti (anch\u2019essi presenti nella collezione brahmsiana) risultano costruiti sui recitativi di Scarlatti padre e strettamente imparentati per sapienza contrappuntistica e invenzione armonica alla produzione vocale di Scarlatti figlio.<br \/>\nIl Gran Duo concertante op. 48, \u00e8 del 1816, anno in cui Weber assume la direzione dello Hoftheater di Dresda. Il primo movimento, Allegro con fuoco, in forma di allegro di sonata, ruota intorno ai passaggi in scale esposti tematicamente all\u2019inizio, alternati ad episodi pi\u00f9 squisitamente melodici. Nello sviluppo si avvicendano alcuni momenti di sospensione con una posa e una declamazione teatrale quasi operistiche. Con fioriture e cadenze diverse segue la ripresa e una coda conclusiva. L\u2019espressiva esposizione in Do minore dell\u2019Andante con moto del secondo movimento \u00e8 affidata al clarinetto e sviluppata da un episodio pi\u00f9 animato e drammatico del pianoforte. Una sezione centrale, cantabile e di carattere popolare, volge con una riconduzione alla ripresa del primo tema. Il Rond\u00f2: Allegro, \u00e8 costruito sullo scambio virtuosistico dei soli; nella parte centrale il colore strumentale del clarinetto \u00e8 magistralmente esplorato in un ampio recitativo arioso che sfocia in una serie cadenzata di rapidi episodi conclusivi.<br \/>\nRicollegabile al gusto scarlattiano per i diversi ammiccamenti allo stile barocco della sua produzione, Francis Poulenc, con la Sonata per Clarinetto e Pianoforte, conferma le proprie doti melodiche scrivendo una tra le pagine pi\u00f9 note del repertorio per i due strumenti. Inserita in una serie di lavori per pianoforte e fiati, fu completata da Poulenc poco prima della morte e dedicata alla memoria di Arthur Honegger. Il primo movimento, Allegro Tristamente, energicamente introdotto in ff, si basa su un unico tema variato, costituito da un arpeggio ascendente. All\u2019esposizione, che si conclude sul motivo iniziale dell\u2019introduzione, segue un secondo episodio, tr\u00e8s calme, che conduce ad uno sviluppo in cui un arpeggio disegnato su un intervallo di ottava riecheggia, doucement monotone, fino alla ripresa. La commovente delicatezza della Romanza \u00e8 affidata a un frammento di scala ascendente, esposto dal clarinetto tr\u00e8s deux et m\u00e9lancholique e sviluppato in duetto col pianoforte che ne rivolta il disegno melodico. Il terzo movimento, Allegro con fuoco, allaccia una prima idea dal carattere giocoso, con ampie escursioni di registro, ad una seconda di carattere cromatico pi\u00f9 statica e insistente. Un trio dal fraseggio lirico e pacato, velato da un ricordo ancora nostalgico, \u00e8 seguito dalla ripresa. I temi si avvicendano contratti, imperiosamente, fino alla coda conclusiva in ff.<\/h6>\n<\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","tags":[],"portfolio_entries":[11],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/portfolio"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=531"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":697,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/531\/revisions\/697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=531"},{"taxonomy":"portfolio_entries","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_entries?post=531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}