{"id":538,"date":"2021-06-05T16:36:14","date_gmt":"2021-06-05T14:36:14","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/renatomessina\/?post_type=portfolio&#038;p=538"},"modified":"2021-06-13T16:36:06","modified_gmt":"2021-06-13T14:36:06","slug":"e-2006-su-alcuni-parallelismi-tra-lestetica-musicale-spettralistica-e-la-neue-sachlichkeit-letteraria","status":"publish","type":"portfolio","link":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/portfolio-articoli\/e-2006-su-alcuni-parallelismi-tra-lestetica-musicale-spettralistica-e-la-neue-sachlichkeit-letteraria\/","title":{"rendered":"2006 | Su alcuni parallelismi tra l\u2019estetica musicale spettralistica e la Neue Sachlichkeit letteraria [e]"},"content":{"rendered":"<section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><h3>Su alcuni parallelismi tra l\u2019estetica musicale spettralistica\u00a0 e la <em>Neue Sachlichkeit<\/em> letteraria<\/h3>\n<p>Inedito<br \/>\nCatania, 2006<\/p>\n<div   class='hr hr-default   avia-builder-el-1  avia-builder-el-no-sibling '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'><\/span><\/span><\/div>\n<p><em>Testo completo<\/em><\/p>\n<h6>I tratti di continuit\u00e0 che lo spettralismo dimostra di possedere con l&#8217;evoluzione seguita dal linguaggio musicale occidentale durante gli ultimi 150 anni almeno, sono stati evidenziati in diverse occasioni. Nelle riflessioni seguenti vengono analizzati alcuni parallelismi tra il procedimento programmatico, prima che tecnico-compositivo, di radicalizzazione del timbro all&#8217;interno dei parametri compositivi e l\u2019estetica di un pensiero musicale storico e serializzante, in senso lato [Leibowitz 1949], ovvero rivolto a uno sviluppo strutturale di carattere isomorfologico. In tale contesto esso si configura come modello peculiare di un riduzionismo fenomenologico teso alla &#8216;riorganizzazione&#8217; del linguaggio musicale sulla base della sola analisi spettrale. In netta antitesi con ogni apparente volont\u00e0 imitativa rivolta nei confronti del dato fisico naturale &#8211; ovvero il timbro nella stessa accezione teorizzata da Rameau &#8211; esso si impone come derivato di una teoria universalistica della techn\u00e8 compositiva in cui l&#8217;individualit\u00e0 artistica fugge dalla ovviet\u00e0 del descrittivismo (l&#8217;uso del timbro come strumento evocativo) a favore di un&#8217;assunzione di metodo strutturale la cui assenza, viceversa, finirebbe col vedere coincidere &#8211; alla pari dell&#8217;estetica schaferiana &#8211; la struttura stessa dell&#8217;atto creativo con il fenomeno percettivo naturale [Ansermet 1961].<br \/>\nUna verifica delle derivazioni ideologiche di tale pensiero risulta utile ad una ulteriore contestualizzazione storica e socioculturale dello spettralismo.<br \/>\nCi\u00f2 che pu\u00f2 definirsi &#8216;determinismo&#8217; compositivo spettralistico &#8211; si noti che la scelta preliminare del contenuto armonico impiegato nelle composizioni spettralistiche potrebbe, paradossalmente, orientare verso un&#8217;adozione terminologica opposta di &#8216;contingentismo&#8217; &#8211; nasce quindi dalla necessit\u00e0 di un modello operativo empirico basato su una estensione del fenomeno percettivo a livello macrostrutturale secondo tecniche e modalit\u00e0 la cui logica ricorda la necessit\u00e0 newtoniana delle regole armoniche tradizionali. In tale riflesso di un&#8217;idea &#8216;regolatrice&#8217;, pur con ovvie generalizzazioni, riecheggiano le istanze di un particolare pensiero del Novecento storico, collocabile prima delle due guerre e animato culturalmente dalle posizioni estetiche di autori come Luk\u00e0cs, Broch, Benjamin o Weber, in cui alla &#8220;disgregazione dei valori&#8221; operata da un razionalismo di matrice scientifica si opponeva l&#8217;urgenza gnoseologica (implicita anche nel concetto di costruttivismo artigianale spettralistico) di un impegno artistico non scevro da compiti e interrogativi etici: &#8220;Ma come si realizza questa esigenza etica? Sempre attraverso un&#8217;attivit\u00e0 costruttiva che plasma l&#8217;immagine del mondo imprimendole una determinata forma. Che l&#8217;esigenza etica si realizzi nel sistema di valori del calzolaio, o in quello del militare, dell&#8217;artista o dello scienziato, in una dimensione palpabilmente reale o in una dimensione spirituale, la cosa \u00e8 [\u2026] del tutto indifferente: il risultato \u00e8 sempre un atto di formazione e di costruzione e cio\u00e8, nel senso pi\u00f9 ampio, un risultato estetico.&#8221; [Broch 1933].<br \/>\nL&#8217;anelito ad una &#8216;totalit\u00e0&#8217; onnicomprensiva in cui materia e forma vengano fuse in un&#8217;acquisizione di senso &#8211; sensorialit\u00e0 &#8211; superiore, travalica, in Broch, l&#8217;apparente funzione di pratica combinatoria e si pone su un piano prettamente estetico in cui l&#8217;idea del fenomeno artistico \u00e8 data in antitesi al concetto di ornamentale, di superfluo, di art pour l&#8217;art come arbitrio immotivato nella scelta di codici operativi anche banali ma di effetto descrittivo o imitativo. In ci\u00f2 la convergenza tra lo spettralismo e le motivazioni programmatiche della cosiddetta Seconda Scuola di Vienna &#8220;[\u2026] perch\u00e9 l&#8217;artista non fa nulla che gli altri ritengano bello, ma solo ci\u00f2 che per lui \u00e8 necessario [\u2026] &#8221; risulta evidente, soprattutto nella volont\u00e0 di sondare ed esperire il proprio materiale sonoro valutandone la coerenza organicistica e funzionale come atto conoscitivo ancor prima che la valenza normativa e classificatoria puramente formale e com-positiva.<br \/>\nNell&#8217;ambito di un tale parallelismo, evidentemente estetico pi\u00f9 che tecnico, diverse similitudini emergono ancora proprio dall&#8217;analisi della produzione saggistica di Hermann Broch. In uno scritto del 1934 pubblicato in una miscellanea in onore di Arnold Schonberg si legge: &#8220;La conoscenza irrazionale, soprattutto quella artistica, si distingue dunque dalla conoscenza scientifica grazie al carattere sintetico di ogni singolo atto artistico, della singola opera d&#8217;arte, grazie alla capacit\u00e0 di racchiudere il mondo intero in un singolo atto conoscitivo.&#8221;<br \/>\nOccorre a tal punto aprire una parentesi sull&#8217;apparente contraddizione tra il procedere compositivo spettralistico, rivolto all&#8217;osservazione acustica sulla base di strumenti d&#8217;analisi scientifici, e la critica alla cosiddetta Zivilisation da parte dei rappresentanti dell&#8217;irrazionalismo tedesco e della Lebensphilosophie bergsoniana. La contraddizione, nei fatti, si risolve su piani differenti ribadendo comunque una convergenza d&#8217;intenti: in entrambi una forte tensione alla &#8220;dilatazione del naturalismo&#8221; nell&#8217;arte &#8211; termine che in Broch designa esclusivamente la sensibilit\u00e0 del romanziere verso la realt\u00e0 &#8211; si pone come rimedio prioritario contro lo scadimento della stessa in forme e contenuti privi di giustificazioni profonde e in quanto tali di carattere kitsch. Il raggiungimento di tale meta vede nella sinistra storica tedesca la necessit\u00e0 di una critica del positivismo scientifico; nella concezione spettralistica la tecnologia perde ogni implicazione scientista divenendo un semplice strumento d&#8217;indagine .<br \/>\nNon a caso il concetto di una composizione ontologicamente basata sul proprio stesso materiale sonoro simbolicamente tende alla ricostruzione di una &#8216;totalit\u00e0&#8217; &#8211; &#8216;immanenza vitale del senso&#8217; nell&#8217;espressione di Luk\u00e1cs &#8211; che anche nell&#8217;espressionismo si avverte perduta: &#8220;Il romanzo \u00e8 l&#8217;epopea di un&#8217;epoca per la quale la totalit\u00e0 estensiva della vita non \u00e8 pi\u00f9 data sensibilmente, per la quale l&#8217;immanenza vitale del senso si \u00e8 fatta problematica, e che tuttavia ha l&#8217;anelito alla totalit\u00e0&#8221; [Luk\u00e1cs 1962].<br \/>\nAd una immagine della modernit\u00e0 originatasi con la frantumazione del cosmos medievale e lacerata in singole sfere di valore aventi logiche autonome e concorrenti &#8211; da notare il parallelismo con la segmentazione parametrica posta alla base del fallimento del serialismo generalizzato di Colonia descritto in Metamorfosi della forma musicale di Ligeti &#8211; si oppone un fondamento vitalistico indiscutibile imperniato sulla disalienazione del soggetto e individuabile anche nelle molteplici osservazioni di Grisey sul principio terminologico di pelle come affermazione di una possibilit\u00e0 innanzitutto fisica e fisiologica di percepire il suono e la sua articolazione .<br \/>\nFilosoficamente, all&#8217;origine, come comune chiave di lettura, si colloca il riflesso di un&#8217;intuizione schopenhauriana condivisa da Broch secondo cui il pensiero artistico &#8220;\u00e8 quella capacit\u00e0 di presentire negli oggetti la loro &#8216;idea platonica&#8217;, la &#8216;cosa in s\u00e9&#8217;; creare artisticamente significa poter palesare concretamente tale presentimento&#8221; [Broch 1913].<br \/>\nLo spettralismo, come gi\u00e0 asserito da Schoenberg, insegue la logica di tale presentimento e ne spiega la scelta motivandone le ragioni psicoacustiche e universalistiche. Parallelamente cos\u00ec leggiamo nel Manuale di armonia di Schoenberg: &#8220;L&#8217;insegnamento atto ad ammaestrare un artista dovrebbe pertanto consistere al massimo nell&#8217;aiutarlo ad ascoltare se stesso, perch\u00e9 la tecnica e gli artifici non lo aiutano affatto. Questi ultimi dovrebbero essere possibilmente una scienza segreta, alla quale ha accesso solo chi sa trovarsela da s\u00e9. Chi sa ascoltarsi conquister\u00e0 questa tecnica, magari per una strada diversa da quella del metodo, magari per vie traverse, ma sempre con infallibile sicurezza: egli sapr\u00e0 udire ci\u00f2 che a tutti \u00e8 comune [\u2026] &#8220;<br \/>\nLa posizione di Murail in rapporto alla frase sopra citata \u00e8 perfettamente calzante: &#8220;I would not describe this musical direction as a &#8220;school.&#8221; There is no such thing as the &#8220;spectral school&#8221;, but there are techniques which are shared by a number of composers. These techniques form an attempt to rebuild a coherent sound world, which was destroyed due to many many destructive experiences, such as generalized serialization on one hand and the aleatory experiments of John Cage, on the other hand.&#8221;<br \/>\nEssa esprime il desiderio di opporre ad ogni procedimento di pseudo-creativit\u00e0 artistica un bagaglio operativo circostanziato e teso alla ricostruzione di un sistema linguistico, tutto sommato &#8216;classico&#8217;, avvertito come storicamente danneggiato dall&#8217;esperienza aleatoria e dall&#8217;influsso esercitato, pi\u00f9 o meno manifestamente, dalla cultura pop nell&#8217;indebolimento di una artigianalit\u00e0 creativa a favore di una speculazione ideologica esclusivamente concettualistica.<br \/>\nIl margine di contatto, in Murail, col pensiero di Giacinto Scelsi assume qui una prospettiva etica e deontologica in cui il rapporto con la scienza e con la tecnologia crea un continuum tra il pensiero del compositore italiano e la possibilit\u00e0 di una investigazione &#8216;alchimistica&#8217; della materia sonora portatrice di un sapere intrinseco da disvelare . Murail: &#8220;I was also personally acquainted with the Italian composer, Giacinto Scelsi, but I was not influenced by him; however it was interesting to so how he went on a similar path, trying to explore the nature of sound, but in a very intuitive and almost, one could say, mystical way, while we were trying to do that in a scientific way&#8221;.<br \/>\nUna riflessione sulla possibilit\u00e0 di interpretazione del pensiero spettralistico all&#8217;interno della creativit\u00e0 musicale contemporanea, intrisa di objets trouv\u00e9s o di ready made elettroacustici di duchampiana memoria conduce ad una valorizzazione deontologica dell&#8217;estetica spettralistica in netta antitesi al citato kitsch &#8211; come arte di tendenza legata all&#8217;imitazione e alla riproduzione, indifferente alla conoscenza e alla coerenza tra mezzi e risultato &#8211; gi\u00e0 individuato da Broch all&#8217;interno della Neue Sachlichkeit letteraria, in un&#8217;et\u00e0 di totalitarismi trionfanti per molti versi affine a quella odierna.<\/h6>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>LEIBOWITZ R. Introduction \u00e0 la musique de douze sons, L&#8217;Arche, Paris, 1949.<\/p>\n<p>ANSERMET E., Les fondements de la musique dans la conscience humaine, Neu-ch\u00e2tel, 1961; trad.it. I fondamenti della musica nella coscienza dell&#8217;uomo, ed. Campanotto, Udine, 1995.<\/p>\n<p>BROCH H., L\u2019immagine del mondo nel romanzo in Il Kitsch, Einaudi, Torino, 1990.<\/p>\n<p>BROCH H., Philistrosit\u00e4t, Realismus, Idealismus der Kunst, in Schriften zur Literatur. I. Kritik, ed. P.M. L\u00fctzeler, Frankfurt, Suhrkamp, 1975<\/p>\n<p>LUK\u00c1CS G., Teoria del romanzo, Milano 1962, p.98.<\/p>\n<p>AA.VV., Quaderni della Civica Scuola di Musica di Milano, Geratrd Grisey, Anno 15, n.27, Milano 2000.<\/p>\n<\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","tags":[],"portfolio_entries":[11],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/538"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/portfolio"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=538"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":643,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/538\/revisions\/643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=538"},{"taxonomy":"portfolio_entries","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatomessina.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_entries?post=538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}